Una Madonna dal volto umano

Una Madonna umana

da | 14 Apr 2017 | Vignette | 0 commenti

Oggi, venerdì santo, pressappoco intorno alle tre del pomeriggio, Gesù Cristo muore. Di nuovo. Qui in penisola sorrentina la cosa pare molto sentita, almeno a giudicare dall’apparente fervore che anima le processioni della settimana santa. Ma a me – e non è un mistero – quasi tutto quanto propinato dalla Chiesa è sempre stato inviso, di traverso come un boccone troppo grosso da mandare giù. Beato chi non ha dubbi…

Non starò qui ad elencare tutte le pietanze indigeste, ma il caso della Madonna e di come viene descritta la sua vicenda al cospetto del figlio morente mi ha sempre lasciato perplesso. Come può una Madre, per quanta fede possa avere in Dio, consolarsi alla perdita – in quel modo barbaro, poi – di un figlio?
Fino a quando ho trovato chi ha saputo esprimere, da sommo poeta, questo mio “fastidio”.

Qualora – atei o (meglio) cattolici – non aveste avuto occasione o non conosceste l’album di Fabrizio De André intitolato “La Buona novella”, consiglio senz’altro l’ascolto dell’intero album, soprattutto se siete di quelli “credenti-praticanti-vado-a-messa-tutte-le-domeniche“…

Nella traccia “Tre Madri”, De André usa le parole che ho riportato nel disegno. Un cazzotto nello stomaco per i credenti “la-bibbia-la-so-a-memoria-e-i-vangeli-pure“, il grido disperato di una mamma che sopravvive al figlio assassinato in modo atroce e che per un attimo – forse più di un attimo – si ribella al volere di Dio.

Una Madonna dal volto umano

Piango di lui ciò che mi è tolto,
le braccia magre, la fronte, il volto,
ogni sua vita che vive ancora,
che vedo spegnersi ora per ora.
[…]
Per me sei figlio, vita morente,
ti portò cieco questo mio ventre,
come nel grembo, e adesso in croce,
ti chiama amore questa mia voce.
Non fossi stato figlio di Dio
t’avrei ancora per figlio mio…

Una Madonna più “umana”, non più solo passiva al volere di Dio, ma capace di ribellarsi al Suo volere gridando al mondo la sua disperazione.
Ed è questo essere più “umana” che la pone – secondo il mio modo di vedere – paradossalmente più vicina a Dio nel farsi carico delle preghiere e delle speranze dell’uomo. Per chi ci crede…

E’ questo che dovrebbe dire ed insegnare la religione, altro che meccaniche ripetizioni di liturgie vuote, di salmi, massime e parabole recitate a memoria sotto la luce tremula delle candele e il profumo acre e pungente dell’incenso. Salvo poi uscire dalla chiesa e calpestare il poveraccio o inveire contro i migranti…

Dio si conosce meglio nell’ignoranza, diceva Sant’Agostino…